È indubbiamente nell’uso della parola, di una lingua potentemente teatrale nella contemporaneità dello stile, apparentemente quotidiana ma in realtà non confinata nei limiti
dell’attualità, che risiede l’oggetto primario di interesse verso l’opera di Jean-Luc Lagarce per Luca Ronconi e per il Piccolo Teatro. Una lingua frammentata, che è la
drammaturgia stessa di Lagarce, e che ha rappresentato una sfida, nel renderne intensità e forza attraverso la traduzione italiana di Gioia Costa per I pretendenti e di
Franco Quadri per il testo che proporremo successivamente, Giusto la fine del mondo, entrambi raccolti in un volume edito da Ubulibri, prima raccolta di testi di Lagarce
pubblicata in Italia.
Ancora dalla forza della parola è partita la scelta di Ronconi di allestire questi due testi in particolare: I pretendenti, commedia corale in cui i dialoghi tra
diciassette personaggi sono brevi, serrati, tra cinismo e ironia, e Giusto la fine del mondo, testo di solitudini, vicino allo stile del romanzo, pensato e architettato
come una collazione di lunghi monologhi per cinque attori. Il Progetto Lagarce, dopo Sogno di una notte di mezza estate, è la seconda tappa di un nuovo modo di lavorare, al
Piccolo, con attori e giovani registi: le produzioni, in questa stagione, si passano il testimone senza soluzione di continuità; artisti e tecnici sono impegnati a provare,
nell’arco di tutta la giornata, mentre ancora la sera si svolgono le repliche della precedente produzione. All’interno di questo metodo che stiamo sperimentando con successo,
Ronconi ha cooptato per il “Progetto Lagarce” Carmelo Rifici, un giovane regista sulla cui qualità professionale il Piccolo aveva già investito, affidandogli la messa in scena del
Gatto con gli stivali di Tessitore da Tieck, in calendario nel mese di marzo 2009. Rifici è anche coinvolto, in qualità di curatore di alcune mise en espace di autori francesi
contemporanei a Lagarce, nel progetto “Face à Face - Parole di Francia per scene d’Italia”, promosso dall’Ambasciata di Francia e ospitato per una parte dal Piccolo.
Ci auguriamo che il pubblico milanese scopra con Jean-Luc Lagarce un autore intelligente e appassionante. Il Piccolo, investendo su un nome nuovo per l’Italia e incoraggiando
giovani registi di serio talento, si riappropria così del diritto e del dovere di condividere con il pubblico valide proposte culturali.